Nella colonia di ebrei russi, una comunità buffa, divertente, misera e vitale di espatriati a New York negli anni finali del regime sovietico, c’è Marusja e tutti si chiedono perché. Non era povera, in Urss, e nemmeno ebrea. Ora sopravvive tra le bizzarre avventure di giuristi diventati scaricatori, di pittori che improvvisamente abbracciano l’astrattismo, di dissidenti rimasti senza nemico.
Straniera di Sergej Dovlatov, Sellerio
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