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- Assegno della pensione più leggero dal primo gennaio 2027 con i nuovi coefficienti di trasformazione pensionistica che penalizzano integralmente le pensioni del sistema contributivo e parzialmente quelle del sistema misto (per la quota contributiva). Rispetto al 2025-2026, nel prossimo biennio con l’uscita a 67 anni, chi guadagna 30mila euro, 40mila o 50mila euro può arrivare a perdere rispettivamente fino a 372, 496 e 620 euro lordi l’anno. Sull’intera speranza di vita la perdita per chi esce a 67 anni vale fino a circa 7.300, 9.700 e 12.100 euro. Il picco si ha per chi esce a 71 anni con la pensione di vecchiaia contributiva, con una retribuzione di 50mila euro si stima una perdita annua di 845 euro. Questo è l’effetto del decreto direttoriale dei ministeri del Lavoro e dell’Economia che ha rivisto al ribasso i coefficienti per il prossimo biennio, come anticipato da Il Sole 24 ore del 20 ottobre. Inoltre per effetto della scorsa legge di Bilancio nel 2027 scatta l’aumento di un mese dei requisiti pensionistici che porta l’età per il pensionamento di vecchiaia a 67 anni e un mese, e l’anzianità contributiva per la pensione anticipata a 42 anni e 11 mesi per gli uomini (41 anni e 11 mesi per le donne). Nel 2028 si aggiungono ulteriori due mesi per i requisiti pensionistici, e l’età per la pensione di vecchiaia sale a 67 anni e tre mesi, mentre per la pensione anticipata i contributi salgono a 43 anni e un mese per gli uomini (42 anni e un mese per le donne) Per la pensione anticipata va considerata anche la finestra mobile di tre mesi. Facciamo il punto con Giorgio Pogliotti, Il Sole 24 Ore.
Borse in profondo rosso con vendite sul tech e super greggio, alta tensione sui bond
Proseguono in rosso, senza nessun appiglio per un'inversione di rotta, le Borse europee, appesantite dai conti in chiaroscuro delle prime Big Tech americane, dalla nuova impennata dei rendimenti obbligazionari e dalla corsa del petrolio, mentre la tensione in Medio Oriente non accenna a diminuire. Non convincono in particolare le trimestrali di Tesla e Meta, che riaccendono i dubbi sulla capacità delle aziende tecnologiche di generare redditività a fronte degli imponenti investimenti per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Milano, arrivata a perdere fino al 2%, cede l'1,6%, con Technoprobe e Prysmian maglia nera, entrambe in calo del 4,34%, seguite da Stmicroelectronics (-3,74%). Sotto vendita anche le banche, con Intesa Sanpaolo che perde il 2,75% e Unicredit il 2,66%. In rosso anche gli altri listini europei: Francoforte cede lo 0,9%, Parigi l'1,31% e Madrid l'1,41%. Al contempo continua a pesare la tensione sui titoli di Stato, soprattutto in Francia, dove la persistente incertezza politica, l'imminente revisione del rating sovrano e le forti pressioni di rifinanziamento stanno minando la fiducia degli investitori. A preoccupare è soprattutto lo scetticismo sulla capacità del governo di ridurre il deficit di bilancio al 5% del Pil entro il 2027, con una proposta di bilancio che deve superare numerosi ostacoli in un Parlamento politicamente frammentato. Il rendimento dell'Oat decennale francese è salito al 5,142%, il livello più alto dal 2002, mentre lo spread rispetto al Bund tedesco si è ampliato fino a 177 punti base, sui massimi dalla fine del 2011. Circa il 30% dei titoli di Stato francesi giungerà a scadenza entro i prossimi tre anni e dovrà essere rifinanziato a costi significativamente più elevati. Per il 2027 il Tesoro francese prevede emissioni per 340 miliardi di euro, contro i 310 miliardi del 2026. L'attenzione è ora concentrata sulla revisione del rating della Francia da parte di Moody's, attesa per venerdì, con un declassamento ampiamente anticipato. In Italia, lo spread tra Btp e Bund oscilla intorno ai 124 punti base, con il rendimento del decennale al 4,61%. Il commento di Vito Lops, Il Sole 24 Ore.
Autotrasporto: Fedralog sospende il fermo in Calabria, ma resta il nodo del gasolio. Dal Governo 105 milioni per il settore
La Federazione regionale della logistica (Fedralog) ha sospeso la protesta dei camionisti in Calabria per senso di responsabilità verso cittadini e imprese, riattivando i rifornimenti di carburante e le consegne di generi alimentari nei supermercati della regione. La decisione si basa sulla fiducia accordata alle istituzioni a seguito dei primi passi avanti nei tavoli di confronto (tra cui l'ascolto su sospensione dei leasing e credito d'imposta per i mezzi). Contestualmente, il Consiglio dei Ministri ha varato un pacchetto di aiuti da 175 milioni di euro per autotrasporto, agricoltura e pesca contro il rincaro dei carburanti: nello specifico, ai Tir sono destinati 105,2 milioni di euro complessivi tra rifinanziamento del credito d'imposta per il periodo marzo-agosto 2026 (che sale a 480 milioni) e nuove coperture per le spese di settembre e ottobre. La sospensione del blocco resta tuttavia temporanea: Fedralog attende dal Governo e dal ministro Matteo Salvini risposte concrete nell'incontro del 27 ottobre, in particolare sull'introduzione di un tetto al prezzo del gasolio, avvertendo che in mancanza di misure adeguate la mobilitazione riprenderà con un corteo di Tir verso Roma. Ne parliamo con Domenico Notaro, portavoce per la Calabria della Fedralog. Consumi elettrici ai massimi dal 2014, cresce il peso delle rinnovabili ma il prezzo dell'energia resta legato al gas
2026/10/21Secondo i dati diffusi oggi da Terna, a settembre il fabbisogno elettrico nazionale ha raggiunto 27,8 TWh, in aumento del 6,5% rispetto allo stesso mese del 2025: si tratta del valore più alto registrato nel mese di settembre dal 2014. La crescita della domanda prosegue ininterrottamente da settembre dello scorso anno. Nei primi nove mesi del 2026 la domanda elettrica è cresciuta di circa 12 TWh (+5,2%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Parallelamente aumenta la produzione di energia da fonti rinnovabili, che nei primi nove mesi dell'anno ha coperto il 42,1% del fabbisogno elettrico nazionale, grazie soprattutto alla crescita del solare (+20,5%) e dell'eolico (+7%). Eppure, nonostante il peso crescente delle rinnovabili, il prezzo dell'elettricità continua a essere fortemente influenzato da quello del gas naturale. Il motivo risiede nel funzionamento del mercato elettrico, basato sul meccanismo del prezzo marginale: nelle ore in cui le centrali a gas sono necessarie per soddisfare la domanda, sono spesso queste ultime, caratterizzate da costi di produzione più elevati, a determinare il prezzo all'ingrosso riconosciuto anche all'energia prodotta da fonti meno costose. Si crea così un paradosso: mentre il sistema elettrico italiano riduce progressivamente la propria dipendenza dai combustibili fossili, famiglie e imprese continuano a risentire delle oscillazioni del prezzo del gas. Un problema evidenziato anche dal rapporto sul Pniec presentato oggi dal think tank Ecco, secondo cui la crescita delle rinnovabili non si traduce ancora pienamente in benefici economici per i consumatori. Ne parliamo con Maurizio Delfanti, professore del dipartimento di Energia del Politecnico di Milano sulle rinnovabili.
Protesta tir: blocchi su strada, scaffali vuoti e benzinai chiusi. Scorta per beni essenziali
Si inasprisce la protesta degli autotrasportatori in Campania. Chiusi il nodo tra l'A1 e l'A30 Caserta-Salerno dalle 7 circa per chi proviene da Roma, lo svincolo di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze e il nodo tra l'A1 e la Sp1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la Ss7 Appia. Si registrano 3 chilometri di coda verso Napoli e 2 chilometri verso Roma. A presidiare le aree interessate dai disagi ci sono gli agenti della polizia stradale e il personale di Autostrade per l'Italia, società che consiglia agli automobilisti percorsi alternativi attraverso la viabilità ordinaria, con uscite e rientri in autostrada in altre località a seconda della provenienza e della destinazione. Le associazioni di autotrasporto: “Il governo intervenga per fermare i blocchi”. Gli Industriali di Campania, Puglia e Calabria: “Imprese al collasso, ora risposte”. Dopo l'incontro di ieri tra il ministro Matteo Salvini e le rappresentanze dell'autotrasporto, i sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, in una nota congiunta, prendono atto degli impegni annunciati e tornano a chiedere un intervento urgente per fronteggiare le gravi criticitò che stanno interessando le citta' del Mezzogiorno. "Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal Governo con le associazioni dell'autotrasporto - si legge nella nota - la situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore. A Napoli, Bari e in numerosi altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano. Non siamo più di fronte a una crisi circoscritta al settore dell'autotrasporto, ma a un'emergenza che rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre piuù pesanti". Il commento di Domenico Notaro, portavoce per la Calabria della Fedralog.
Protesta Tir: Federdistribuzione, situazione critica al Sud
Federdistribuzione ha preso atto con favore degli esiti del tavolo che si è svolto ieri tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni dell'autotrasporto, che ha consentito di individuare una prima serie di soluzioni per rispondere alle difficoltà di un settore fortemente colpito dall'aumento dei costi del carburante. Permane tuttavia, si legge in una nota, una situazione di forte criticita' nelle regioni del Sud Italia, in particolare in Puglia, Calabria e Campania, dove il blocco della circolazione delle merci non solo continua, ma in molti territori risulta in ulteriore peggioramento. Le consegne stanno subendo pesanti ripercussioni e, in numerosi casi, le merci sono bloccate nei centri distributivi senza poter raggiungere i punti vendita. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i prodotti deperibili, molti dei quali risultano ormai inutilizzabili, con un crescente danno economico e un inaccettabile spreco di beni alimentari. La situazione, prosegue Federdistribuzione, sta generando rilevanti disagi per supermercati e punti vendita, che registrano carenze sempre più diffuse di prodotti sugli scaffali. Se questa condizione dovesse protrarsi ulteriormente, il rischio è quello di dover sospendere l'attività di numerosi esercizi commerciali, con inevitabili ripercussioni anche sui lavoratori coinvolti Le criticita' riguardano inoltre l'intera filiera agroalimentare. Molti produttori agricoli stanno infatti incontrando enormi difficoltà nel conferire i propri raccolti e, in numerosi casi, rischiano di perdere intere produzioni a causa dell'impossibilità di trasportarle verso i mercati di destinazione. Facciamo il punto con Carlo Alberto Buttarelli - Presidente Federdistribuzione.- Si apre oggi, 20 ottobre, all'Allianz MiCo di Milano, la seconda edizione di NetZero Milan, l'Expo Summit organizzato da Fiera Milano e in programma fino al 22 ottobre. La manifestazione riunisce oltre 140 relatori internazionali, tra cui l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, l'ex premier Enrico Letta, il presidente di Fiera Milano Carlo Bonomi e il premio Nobel per l'Economia 2025 Philippe Aghion. (Radio 24 presente con i programmi: Radio Next, con Pepe Moder dedicato all’innovazione e alle trasformazioni tecnologiche che stanno ridisegnando il futuro dell’energia, e Smart City, con Maurizio Melis e Silvia Bandelloni, che darà spazio alle soluzioni più avanzate in tema di sostenibilità, città intelligenti e decarbonizzazione. Postazione radio allestita presso lo stand G01 ). Al centro dei lavori il rapporto tra transizione energetica, competitività industriale e sicurezza degli approvvigionamenti, in un contesto di crescente concorrenza internazionale, soprattutto da parte della Cina ,specialmente nelle tecnologie verdi e dal rilancio delle fonti fossili negli Stati Uniti. Uno dei temi chiave è l'elettrificazione dell'industria, in particolare la sostituzione dei combustibili fossili con l'elettricità nella produzione di calore industriale, ancora oggi fortemente dipendente da gas e altre fonti fossili. Secondo i dati forniti da Roland Berger, circa due terzi dei consumi energetici industriali sono destinati alla produzione di calore, per il 90% ancora generato attraverso combustibili fossili. Una trasformazione che potrebbe contribuire a ridurre la dipendenza energetica europea, ma che presenta importanti ostacoli tecnologici ed economici, soprattutto nei processi produttivi ad alta temperatura. L'Unione europea punta a portare la quota di elettrificazione dell'economia al 46% entro il 2040, un obiettivo che, secondo le stime della Commissione europea, potrebbe consentire un risparmio fino a 260 miliardi di euro all'anno sulle importazioni di combustibili fossili. Per accelerare la transizione saranno però determinanti il costo dell'elettricità, l'accesso alle reti e gli investimenti nelle infrastrutture energetiche. Facciamo il punto con Leonardo Bonetti, managing Partner Italy Roland Berger (Nei nostri studi a NetZero).
Autotrasportatori, prosegue la protesta nel Sud. Rixi: 'Da oggi disponibili 480 milioni'. A rischio anche la produzione di pasta
Blocchi e problemi di distribuzione anche oggi in tutta Italia, in particolare al sud. Nella speranza di porre fine ai blocchi, oggi a Milano si è svolto un tavolo con gli autotrasportatori in prefettura con il vicepremier Salvini. Convocati Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop produzione e servizi e Sna-Casartigiani. "Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d'imposta sarà ovviamente nel '27', ha annunciato il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi al termine, facendo seguito a quanto promesso dal ministro Matteo Salvini. Intanto però i disagi colpiscono anche le imprese che si trovano a corto di materie prime: diversi pastifici stanno infatti avendo difficoltà a ricevere nuove forniture di semola di grano duro, la materia prima con cui si produce la pasta secca. Alcuni stabilimenti hanno dovuto fermarsi, mentre altri hanno ridotto la produzione. Il pastificio Rummo, che ha sede a Benevento, ha interrotto la produzione martedì perché, come ha detto a Repubblica l’amministratore delegato Cosimo Rummo, «non arrivano camion né cisterne e abbiamo finito le scorte». Rummo non ha dei mulini di sua proprietà quindi dipende dalle consegne di semola da parte delle aziende molitorie. Anche il pastificio La Molisana, che ha sede a Campobasso e ha dei mulini di sua proprietà, ha detto di aver rallentato la produzione e di aver cominciato ad attingere alle scorte. Fatta eccezione per Barilla, i principali produttori di pasta in Italia si trovano quasi tutti nelle regioni del Sud. Già la scorsa settimana il presidente di Italmopa, l’associazione che rappresenta l’industria molitoria nazionale (che acquista il grano tenero o duro per trasformarlo rispettivamente in farina o semola), aveva scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per «segnalare la situazione di assoluta emergenza». Il commento di Vincenzo Martinelli, Presidente di Italmopa.
Manovra: frenata sul taglio Irpef, il Governo punta ad allargare la Flat Tax a 100mila euro
Il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi DI IERI si è concluso con un rinvio dell'approvazione del testo in Consiglio dei Ministri, anche perché "è stato fatto il punto sulla trattativa in corso con l’Ue per ottenere maggiori margini di flessibilità" e quindi il via libera in Cdm, ipotizzato per venerdì, "slitterà di qualche giorno (sembra invece più verosimile che la data da cerchiare in rosso sia il 28) con l’obiettivo di definire una Manovra che tenga conto dell’esito delle interlocuzioni con Bruxelles". Nel quadro delle ristrettezze finanziarie, l'intervento fiscale destinato ai lavoratori dipendenti e al ceto medio è quello che subisce le battute d'arresto più evidenti. L'ipotesi iniziale di ampliare il secondo scaglione Irpef riducendo l'aliquota dal 43% al 33% per i redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro appare al momento congelata. La misura, sostenuta con forza da Forza Italia per alleggerire il carico fiscale della fascia medio-alta, comporta un costo economico stimato in diversi miliardi di euro. Di fronte all'impossibilità di coprire integralmente la spesa senza sforare i vincoli di deficit, la priorità concessa a questa ricalibrazione dell'Irpef è scivolata in secondo piano. A fronte dello stallo sull'Irpef, guadagna terreno l'alternativa promossa dalla Lega: alzare la soglia del regime forfettario per le partite IVA dagli attuali 85.000 euro fino a 100.000 euro di ricavi o compensi. Si tratta di un intervento che richiede un impiego di risorse immediate inferiore rispetto alla riforma delle aliquote IRPEF sul lavoro dipendente, ma che presenta complessi ostacoli di natura normativa. La direttiva comunitaria dell'Unione Europea fissa infatti a 85.000 euro il limite massimo per l'esenzione totale dall'Iva concessa alle piccole attività individuali. Per superare il vincolo imposto da Bruxelles senza rinunciare all'estensione del tetto, si sta valutando l'introduzione di un sistema a doppio binario. In base a questo schema, i professionisti e le imprese individuali con fatturato compreso tra 85.000 e 100.000 euro continuerebbero a beneficiare dell'imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per le nuove iniziative) sul reddito imponibile. Contestualmente, però, verrebbero ripristinati gli adempimenti e l'obbligo di applicare l'IVA in fattura per la parte eccedente gli 85.000 euro. L'effettivo vantaggio di questo meccanismo dipenderà dalla tipologia di clientela: mentre per i rapporti B2B l'IVA risulta neutra, per i professionisti che lavorano direttamente con consumatori finali l'obbligo di applicare l'imposta potrebbe comportare una riduzione dei margini di guadagno o un aumento dei prezzi finali. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore. - Il gruppo (celebre, tra le altre cose, per aver stampato i libri della saga di Harry Potter e le biografie di Barack e Michelle Obama) ha annunciato, attraverso la controllata GV Group, l’acquisizione delle britanniche CPI Books e CPI Antony Rowe, operazione che quasi raddoppia le dimensioni del gruppo, ne consolida il primato europeo nella stampa libraria e ne rafforza il ruolo tra i principali operatori mondiali del settore. Da anni il gruppo guardava alle attività del gruppo CPI, che insieme valgono circa 150 milioni di euro di fatturato e producono oltre 100 milioni di libri all’anno. Dopo un 2026 atteso in chiusura attorno ai 350 milioni di euro di ricavi, la previsione è di superare quota 400 milioni nel 2027 grazie anche al contributo delle attività britanniche appena acquisite. Oltre alla sede storica di Grafica Veneta a Trebaseleghe, GV Group controlla Lake Book Manufacturing nell’area di Chicago, PA Hutchison Company in Pennsylvania e ora le attività britanniche di CPI Books e CPI Antony Rowe. Complessivamente il gruppo arriva a dieci stabilimenti e circa 1.800 dipendenti tra Europa e Stati Uniti, con una capacità produttiva superiore a 400 milioni di libri all’anno, generando un business ormai sbilanciato per l’80% sui mercati anglofoni. Ne parliamo con Fabio Franceschi, presidente di SoFiGraf.
I punti deboli delle obbligazioni Ai stanno diventando più evidenti
Secondo il Wall Street Journal, i mercati sembrano concentrarsi sempre di più sui rischi a cui sono esposte alcune delle aziende impegnate nella corsa alla potenza di calcolo necessaria per l’intelligenza artificiale. Gli investitori appaiono invece meno preoccupati per i data center destinati a ospitare le infrastrutture tecnologiche. Se nel mercato azionario gli investitori guardano soprattutto alle prospettive di crescita, in quello obbligazionario l’attenzione si concentra principalmente su ciò che potrebbe andare storto. Per questo, le differenti valutazioni espresse dal mercato del credito sui diversi segmenti della filiera dell’intelligenza artificiale possono offrire indicazioni preziose sui rischi ritenuti più significativi dagli investitori. «Non bisogna considerare il settore dell’intelligenza artificiale come un unico grande comparto all’interno del mercato del credito», osserva Lotfi Karoui, stratega multi-asset di Pimco. «Gli investitori faranno delle distinzioni». Una tendenza emersa chiaramente la scorsa settimana, quando le obbligazioni di CoreWeave, società che fornisce potenza di calcolo alle aziende attive nell’intelligenza artificiale e ad altri clienti, hanno registrato un forte calo. CoreWeave è uno dei nuovi operatori del mercato del cloud computing, appartenente alla categoria dei cosiddetti neocloud, società specializzate nell’offerta di capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale che competono con colossi come Amazon e Microsoft. Proprio come questi giganti tecnologici, anche CoreWeave ha una necessità crescente di data center in cui ospitare le proprie infrastrutture. Per finanziare la costruzione di queste strutture si è registrata una forte accelerazione delle emissioni obbligazionarie. Dall’inizio dell’anno al 16 ottobre, le società attive nel settore dei data center hanno raccolto oltre 100 miliardi di dollari sul mercato obbligazionario denominato in valuta statunitense. Una cifra che rappresenta circa il 25% delle emissioni obbligazionarie lorde legate all’intelligenza artificiale, contro il 16% registrato l’anno precedente, secondo i dati di Dealogic e degli analisti del credito di Goldman Sachs. Il commento di Alessandro Plateroti, Direttore editoriale Ucapital.com
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti: 8km di coda sull’A1, riapre snodo A30
È un lunedì di caccia ai carburanti e ai prodotti freschi, soprattutto ortofrutticoli e caseari. Piccole botteghe e grandi supermercati subiscono il quarto giorno di blocco degli autotrasportatori. Le modalità sono diverse ma hanno un obiettivo comune: alzare l’attenzione sulla crisi che sta colpendo il settore e che, senza un intervento del governo, porterà a un fermo nazionale del trasporto su gomma, come annunciato la scorsa settimana da alcune sigle. "Non avremo i miliardi, ma sicuramente delle risposte saremo in grado di darle". Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini annuncia per domani due incontri con gli autotrasportatori, alle 10 in prefettura con le sigle nazionali e alle 15 al provveditorato con quelle locali. Ne parla durante una conferenza stampa nella sede della Lega in via Bellerio a Milano, spiegando di essere in contatto con i presidi in Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata e Calabria e con chi sta bloccando l'autostrada A1. "Cercheremo di fare tutto il possibile sbloccando fondi già esistenti e rallentati per motivi burocratici e mettendo altri soldi", afferma. Interpellato sull'applicazione agli autotrasportatori delle norme contro i blocchi stradali, risponde: "La legge attualmente è in vigore per chiunque faccia qualunque lavoro". Salvini sottolinea di non volersi sostituire alle forze dell'ordine e auspica un percorso che riduca la pressione sulla viabilità, ricordando le conseguenze dei blocchi per agricoltori, distributori, commercianti e cittadini. "Capisco le richieste di tutti. Però è mio dovere stemperare", conclude. Facciamo il punto con Claudio Donati, segretario generale di Assotir. - Ha preso il via a Capri oggi e proseguirà fino a sabato, presso il Grand Hotel Quisisana, il 41° Convegno Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, dal titolo “StrategIA. Il futuro è un’impresa umana”. L’evento prevede tavole rotonde, speech e talk con protagonisti del mondo della politica, dell’industria e della società. Accanto al palco principale non mancheranno i workshop tematici dedicati ai Giovani Imprenditori e a Talentis, il programma rivolto a startup e scaleup italiane. Tra gli ospiti attesi figurano Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria; Alberto Tripi, special advisor del presidente di Confindustria per l'Intelligenza Artificiale; Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione; Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy ed Emanuele Orsini, presidente di Confindustria. Ne parliamo con Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria.
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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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