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- Si apre oggi, 20 ottobre, all'Allianz MiCo di Milano, la seconda edizione di NetZero Milan, l'Expo Summit organizzato da Fiera Milano e in programma fino al 22 ottobre. La manifestazione riunisce oltre 140 relatori internazionali, tra cui l'ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, l'ex premier Enrico Letta, il presidente di Fiera Milano Carlo Bonomi e il premio Nobel per l'Economia 2025 Philippe Aghion. (Radio 24 presente con i programmi: Radio Next, con Pepe Moder dedicato all’innovazione e alle trasformazioni tecnologiche che stanno ridisegnando il futuro dell’energia, e Smart City, con Maurizio Melis e Silvia Bandelloni, che darà spazio alle soluzioni più avanzate in tema di sostenibilità, città intelligenti e decarbonizzazione. Postazione radio allestita presso lo stand G01 ). Al centro dei lavori il rapporto tra transizione energetica, competitività industriale e sicurezza degli approvvigionamenti, in un contesto di crescente concorrenza internazionale, soprattutto da parte della Cina ,specialmente nelle tecnologie verdi e dal rilancio delle fonti fossili negli Stati Uniti. Uno dei temi chiave è l'elettrificazione dell'industria, in particolare la sostituzione dei combustibili fossili con l'elettricità nella produzione di calore industriale, ancora oggi fortemente dipendente da gas e altre fonti fossili. Secondo i dati forniti da Roland Berger, circa due terzi dei consumi energetici industriali sono destinati alla produzione di calore, per il 90% ancora generato attraverso combustibili fossili. Una trasformazione che potrebbe contribuire a ridurre la dipendenza energetica europea, ma che presenta importanti ostacoli tecnologici ed economici, soprattutto nei processi produttivi ad alta temperatura. L'Unione europea punta a portare la quota di elettrificazione dell'economia al 46% entro il 2040, un obiettivo che, secondo le stime della Commissione europea, potrebbe consentire un risparmio fino a 260 miliardi di euro all'anno sulle importazioni di combustibili fossili. Per accelerare la transizione saranno però determinanti il costo dell'elettricità, l'accesso alle reti e gli investimenti nelle infrastrutture energetiche. Facciamo il punto con Leonardo Bonetti, managing Partner Italy Roland Berger (Nei nostri studi a NetZero).
Autotrasportatori, prosegue la protesta nel Sud. Rixi: 'Da oggi disponibili 480 milioni'. A rischio anche la produzione di pasta
Blocchi e problemi di distribuzione anche oggi in tutta Italia, in particolare al sud. Nella speranza di porre fine ai blocchi, oggi a Milano si è svolto un tavolo con gli autotrasportatori in prefettura con il vicepremier Salvini. Convocati Fai, Anita, Assotir, Cna Fita, Confartigianato trasporti, Fedit, Fiap, Trasporto Unito Fiap, Confcooperative, Legacoop produzione e servizi e Sna-Casartigiani. "Abbiamo sbloccato circa un miliardo di euro: 480 milioni per quanto riguarda tutte le domande che sono arrivate fino ad agosto e poi mettiamo nuove risorse su settembre-ottobre, però il credito d'imposta sarà ovviamente nel '27', ha annunciato il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi al termine, facendo seguito a quanto promesso dal ministro Matteo Salvini. Intanto però i disagi colpiscono anche le imprese che si trovano a corto di materie prime: diversi pastifici stanno infatti avendo difficoltà a ricevere nuove forniture di semola di grano duro, la materia prima con cui si produce la pasta secca. Alcuni stabilimenti hanno dovuto fermarsi, mentre altri hanno ridotto la produzione. Il pastificio Rummo, che ha sede a Benevento, ha interrotto la produzione martedì perché, come ha detto a Repubblica l’amministratore delegato Cosimo Rummo, «non arrivano camion né cisterne e abbiamo finito le scorte». Rummo non ha dei mulini di sua proprietà quindi dipende dalle consegne di semola da parte delle aziende molitorie. Anche il pastificio La Molisana, che ha sede a Campobasso e ha dei mulini di sua proprietà, ha detto di aver rallentato la produzione e di aver cominciato ad attingere alle scorte. Fatta eccezione per Barilla, i principali produttori di pasta in Italia si trovano quasi tutti nelle regioni del Sud. Già la scorsa settimana il presidente di Italmopa, l’associazione che rappresenta l’industria molitoria nazionale (che acquista il grano tenero o duro per trasformarlo rispettivamente in farina o semola), aveva scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per «segnalare la situazione di assoluta emergenza». Il commento di Vincenzo Martinelli, Presidente di Italmopa.
Manovra: frenata sul taglio Irpef, il Governo punta ad allargare la Flat Tax a 100mila euro
Il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi DI IERI si è concluso con un rinvio dell'approvazione del testo in Consiglio dei Ministri, anche perché "è stato fatto il punto sulla trattativa in corso con l’Ue per ottenere maggiori margini di flessibilità" e quindi il via libera in Cdm, ipotizzato per venerdì, "slitterà di qualche giorno (sembra invece più verosimile che la data da cerchiare in rosso sia il 28) con l’obiettivo di definire una Manovra che tenga conto dell’esito delle interlocuzioni con Bruxelles". Nel quadro delle ristrettezze finanziarie, l'intervento fiscale destinato ai lavoratori dipendenti e al ceto medio è quello che subisce le battute d'arresto più evidenti. L'ipotesi iniziale di ampliare il secondo scaglione Irpef riducendo l'aliquota dal 43% al 33% per i redditi compresi tra 50.000 e 60.000 euro appare al momento congelata. La misura, sostenuta con forza da Forza Italia per alleggerire il carico fiscale della fascia medio-alta, comporta un costo economico stimato in diversi miliardi di euro. Di fronte all'impossibilità di coprire integralmente la spesa senza sforare i vincoli di deficit, la priorità concessa a questa ricalibrazione dell'Irpef è scivolata in secondo piano. A fronte dello stallo sull'Irpef, guadagna terreno l'alternativa promossa dalla Lega: alzare la soglia del regime forfettario per le partite IVA dagli attuali 85.000 euro fino a 100.000 euro di ricavi o compensi. Si tratta di un intervento che richiede un impiego di risorse immediate inferiore rispetto alla riforma delle aliquote IRPEF sul lavoro dipendente, ma che presenta complessi ostacoli di natura normativa. La direttiva comunitaria dell'Unione Europea fissa infatti a 85.000 euro il limite massimo per l'esenzione totale dall'Iva concessa alle piccole attività individuali. Per superare il vincolo imposto da Bruxelles senza rinunciare all'estensione del tetto, si sta valutando l'introduzione di un sistema a doppio binario. In base a questo schema, i professionisti e le imprese individuali con fatturato compreso tra 85.000 e 100.000 euro continuerebbero a beneficiare dell'imposta sostitutiva al 15% (o al 5% per le nuove iniziative) sul reddito imponibile. Contestualmente, però, verrebbero ripristinati gli adempimenti e l'obbligo di applicare l'IVA in fattura per la parte eccedente gli 85.000 euro. L'effettivo vantaggio di questo meccanismo dipenderà dalla tipologia di clientela: mentre per i rapporti B2B l'IVA risulta neutra, per i professionisti che lavorano direttamente con consumatori finali l'obbligo di applicare l'imposta potrebbe comportare una riduzione dei margini di guadagno o un aumento dei prezzi finali. Ne parliamo con Gianni Trovati, Il Sole 24 Ore. - Il gruppo (celebre, tra le altre cose, per aver stampato i libri della saga di Harry Potter e le biografie di Barack e Michelle Obama) ha annunciato, attraverso la controllata GV Group, l’acquisizione delle britanniche CPI Books e CPI Antony Rowe, operazione che quasi raddoppia le dimensioni del gruppo, ne consolida il primato europeo nella stampa libraria e ne rafforza il ruolo tra i principali operatori mondiali del settore. Da anni il gruppo guardava alle attività del gruppo CPI, che insieme valgono circa 150 milioni di euro di fatturato e producono oltre 100 milioni di libri all’anno. Dopo un 2026 atteso in chiusura attorno ai 350 milioni di euro di ricavi, la previsione è di superare quota 400 milioni nel 2027 grazie anche al contributo delle attività britanniche appena acquisite. Oltre alla sede storica di Grafica Veneta a Trebaseleghe, GV Group controlla Lake Book Manufacturing nell’area di Chicago, PA Hutchison Company in Pennsylvania e ora le attività britanniche di CPI Books e CPI Antony Rowe. Complessivamente il gruppo arriva a dieci stabilimenti e circa 1.800 dipendenti tra Europa e Stati Uniti, con una capacità produttiva superiore a 400 milioni di libri all’anno, generando un business ormai sbilanciato per l’80% sui mercati anglofoni. Ne parliamo con Fabio Franceschi, presidente di SoFiGraf.
I punti deboli delle obbligazioni Ai stanno diventando più evidenti
Secondo il Wall Street Journal, i mercati sembrano concentrarsi sempre di più sui rischi a cui sono esposte alcune delle aziende impegnate nella corsa alla potenza di calcolo necessaria per l’intelligenza artificiale. Gli investitori appaiono invece meno preoccupati per i data center destinati a ospitare le infrastrutture tecnologiche. Se nel mercato azionario gli investitori guardano soprattutto alle prospettive di crescita, in quello obbligazionario l’attenzione si concentra principalmente su ciò che potrebbe andare storto. Per questo, le differenti valutazioni espresse dal mercato del credito sui diversi segmenti della filiera dell’intelligenza artificiale possono offrire indicazioni preziose sui rischi ritenuti più significativi dagli investitori. «Non bisogna considerare il settore dell’intelligenza artificiale come un unico grande comparto all’interno del mercato del credito», osserva Lotfi Karoui, stratega multi-asset di Pimco. «Gli investitori faranno delle distinzioni». Una tendenza emersa chiaramente la scorsa settimana, quando le obbligazioni di CoreWeave, società che fornisce potenza di calcolo alle aziende attive nell’intelligenza artificiale e ad altri clienti, hanno registrato un forte calo. CoreWeave è uno dei nuovi operatori del mercato del cloud computing, appartenente alla categoria dei cosiddetti neocloud, società specializzate nell’offerta di capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale che competono con colossi come Amazon e Microsoft. Proprio come questi giganti tecnologici, anche CoreWeave ha una necessità crescente di data center in cui ospitare le proprie infrastrutture. Per finanziare la costruzione di queste strutture si è registrata una forte accelerazione delle emissioni obbligazionarie. Dall’inizio dell’anno al 16 ottobre, le società attive nel settore dei data center hanno raccolto oltre 100 miliardi di dollari sul mercato obbligazionario denominato in valuta statunitense. Una cifra che rappresenta circa il 25% delle emissioni obbligazionarie lorde legate all’intelligenza artificiale, contro il 16% registrato l’anno precedente, secondo i dati di Dealogic e degli analisti del credito di Goldman Sachs. Il commento di Alessandro Plateroti, Direttore editoriale Ucapital.com
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti: 8km di coda sull’A1, riapre snodo A30
È un lunedì di caccia ai carburanti e ai prodotti freschi, soprattutto ortofrutticoli e caseari. Piccole botteghe e grandi supermercati subiscono il quarto giorno di blocco degli autotrasportatori. Le modalità sono diverse ma hanno un obiettivo comune: alzare l’attenzione sulla crisi che sta colpendo il settore e che, senza un intervento del governo, porterà a un fermo nazionale del trasporto su gomma, come annunciato la scorsa settimana da alcune sigle. "Non avremo i miliardi, ma sicuramente delle risposte saremo in grado di darle". Il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini annuncia per domani due incontri con gli autotrasportatori, alle 10 in prefettura con le sigle nazionali e alle 15 al provveditorato con quelle locali. Ne parla durante una conferenza stampa nella sede della Lega in via Bellerio a Milano, spiegando di essere in contatto con i presidi in Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata e Calabria e con chi sta bloccando l'autostrada A1. "Cercheremo di fare tutto il possibile sbloccando fondi già esistenti e rallentati per motivi burocratici e mettendo altri soldi", afferma. Interpellato sull'applicazione agli autotrasportatori delle norme contro i blocchi stradali, risponde: "La legge attualmente è in vigore per chiunque faccia qualunque lavoro". Salvini sottolinea di non volersi sostituire alle forze dell'ordine e auspica un percorso che riduca la pressione sulla viabilità, ricordando le conseguenze dei blocchi per agricoltori, distributori, commercianti e cittadini. "Capisco le richieste di tutti. Però è mio dovere stemperare", conclude. Facciamo il punto con Claudio Donati, segretario generale di Assotir. - Ha preso il via a Capri oggi e proseguirà fino a sabato, presso il Grand Hotel Quisisana, il 41° Convegno Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria, dal titolo “StrategIA. Il futuro è un’impresa umana”. L’evento prevede tavole rotonde, speech e talk con protagonisti del mondo della politica, dell’industria e della società. Accanto al palco principale non mancheranno i workshop tematici dedicati ai Giovani Imprenditori e a Talentis, il programma rivolto a startup e scaleup italiane. Tra gli ospiti attesi figurano Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria; Alberto Tripi, special advisor del presidente di Confindustria per l'Intelligenza Artificiale; Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica Amministrazione; Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy ed Emanuele Orsini, presidente di Confindustria. Ne parliamo con Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori Confindustria.
Manovra da 23,5 miliardi: 5 dalle banche per le misure su famiglia e welfare. Cosa può chiedere l'Italia all'Ue
2026/10/15Lo scheletro della Manovra 2027 è contenuto nel Documento programmatico di bilancio (Dpb), trasmesso nella notte alla Commissione europea e al Parlamento italiano. La manovra vale 23,5 miliardi di euro, di cui 5 destinati a famiglia e welfare, 4,5 alla difesa e 3,4 alle imprese. Sul fronte delle coperture, il Governo punta a ottenere 5 miliardi dalle banche e dal settore finanziario, 1,2 miliardi dalla spending review e oltre 700 milioni dal settore dei giochi. Resta aperto il confronto con Bruxelles sulla flessibilità dei conti pubblici: l'esecutivo chiede di poter utilizzare le risorse previste dalla clausola di salvaguardia anche per sostenere le famiglie contro il caro energia, e non soltanto per investimenti. Il testo definitivo della legge di Bilancio dipenderà anche dall'esito di queste interlocuzioni. Ne parliamo con Dino Pesole, editorialista de Il Sole 24 Ore.
Borse, pioggia di vendite sul tech. Pesano conti Tsmc e Anthropic, giù il Nasdaq
Le Borse europee e asiatiche sono sotto pressione per le vendite sui titoli tecnologici, alimentate dai timori sulla sostenibilità degli investimenti nell'intelligenza artificiale e dai dati sull'inflazione americana superiori alle attese. A settembre i prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono cresciuti del 6,3% annuo, mentre le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,8%. Intanto Tsmc ha registrato un utile trimestrale record di 23,6 miliardi di dollari (+68,7%) e ricavi per 46,3 miliardi (+50,9%). Anthropic ha comunicato agli investitori ricavi trimestrali per 16,8 miliardi, in crescita del 50%, in vista dell'attesa quotazione a Wall Street. Wall Street procede contrastata, con S&P 500 e Nasdaq penalizzati dai titoli tecnologici e dai timori per gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale. Pesano anche i dati sull'inflazione americana. Nel settore dei semiconduttori crescono le preoccupazioni per la concorrenza cinese e per un possibile eccesso di offerta: negli ultimi cinque giorni SK Hynix ha perso il 26%, Samsung il 22% e Micron circa l'11%.
Il crollo asiatico
Pesanti ribassi sulle Borse asiatiche, trascinate al ribasso dai titoli tecnologici. In Corea del Sud il Kospi ha perso l'8%, con Samsung in calo del 9,7% e SK Hynix dell'11,1%. In Giappone il Nikkei ha ceduto il 5%, mentre SoftBank ha perso il 9,6% e Tokyo Electron il 7,5%. A pesare sono i timori sull'inflazione americana, sugli investimenti nell'intelligenza artificiale e sulla concorrenza cinese nel settore dei chip. Ne parliamo con Ivan Torneo, Radiocor.
utotrasporto in crisi: pronti al fermo nazionale.
Unatras ha lanciato un ultimatum al Governo, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo di confronto per affrontare le difficoltà dell'autotrasporto, aggravate dall'aumento dei costi, a partire dal gasolio. In assenza di risposte, il coordinamento è pronto a valutare la proclamazione di un fermo nazionale, non ancora indetto. La tensione è particolarmente alta al Sud, con blocchi autonomi in Puglia e iniziative annunciate in Calabria e Sicilia. Unatras denuncia inoltre l'interruzione del confronto con il Governo dopo l'incontro del 22 maggio. Intanto, il Consiglio dei ministri ha approvato in via preliminare la riforma del Codice della Strada, che prevede l'innalzamento volontario da 68 a 70 anni dell'età massima per la guida professionale, con verifiche biennali di idoneità, e la possibilità per i titolari di patente C di guidare prima del conseguimento della CQC, purché iscritti da almeno un anno a un corso di qualificazione iniziale. Le misure, pensate anche per contrastare la carenza di autisti, non sono ancora operative. Interviene: Giulio Stoppa, Segretario Generale Trasporto Unito.
Istat, 5,4 milioni di persone in povertà assoluta nel 2025, sono il 9,3%
Nel 2025 sono oltre 2,1 milioni le famiglie in povertà assoluta in Italia, per un totale di 5,4 milioni di persone. Secondo l'Istat, l'incidenza scende leggermente rispetto al 2024, passando dall'8,4% all'8% tra le famiglie e dal 9,8% al 9,3% tra gli individui. La povertà assoluta riguarda il 5,9% delle famiglie composte soltanto da italiani, contro il 29,4% di quelle composte esclusivamente da stranieri. Nel Mezzogiorno l'incidenza scende dal 10,5% al 9,6%, ma resta superiore alle altre aree del Paese. Particolarmente colpiti i minori, con un'incidenza del 12,5%, e i giovani tra 18 e 34 anni, al 12,1%. Il rischio aumenta nelle famiglie numerose e con livelli di istruzione più bassi. Resta sostanzialmente stabile la povertà relativa, che interessa quasi 8,7 milioni di persone, pari al 14,8% della popolazione. Il commento è di Massimo Baldini, docente di Scienza delle Finanze presso l'Università di Modena e Reggio Emilia.- Presentato oggi il rapporto di autunno con le previsioni economiche degli economisti di via dell'Astronomia. Una crescita del pil per il 2026 all’1%, sopra le attese indicate a marzo. Un dato positivo dovuto al buon andamento dell’economia italiana nella prima metà dell’anno, al contributo del Pnrr, (+0,5 punti nel 2026, spingendo soprattutto gli investimenti), al contenuto trasferimento dei rincari energetici agli altri beni e servizi, al rincaro inferiore alle aspettative del prezzo del petrolio. Ma è una «crescita fragile, tra shock internazionali e sfide per le imprese»: nel 2027 l’economia dovrebbe rallentare e la stima per il pil si ferma allo 0,6% per effetto della debolezza della fase finale del 2026 e di un recupero solo moderato a inizio anno. È lo scenario del Rapporto di previsione del Centro studi di Confindustria. Energia, inflazione e tassi frenano la crescita. L’ipotesi alla base dello scenario è che dopo le elezioni Usa di midterm si trovi una soluzione alla guerra tra Stati Uniti e Iran, come annunciato da Trump, e che da gennaio i transiti attraverso Hormuz riprendano con normalità. Un fattore determinante, dal momento che l’energia resta «la principale vulnerabilità dell’economia italiana». Secondo il Centro studi con un Brent a circa 126 dollari al barile in media annua nel 2027, rispetto ai 75 dello scenario di base e ai 94 di quest’anno, «la crescita del pil prevista per il 2027 si potrebbe annullare». Lo stesso accadrebbe con il prezzo del petrolio in media a 115 dollari al barile e quello del gas a 89 euro mwh (invece dei 58 dello scenario base). Facciamo il punto con Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.
Ex Ilva, cassa integrazione prorogata fino a giugno. È sciopero a oltranza. Meloni: «Situazione drammatica»
Terza giornata di mobilitazione in tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva di fronte alle risposte del Governo ritenute insufficienti. A Taranto si fermano strade e impianti, a Genova gli operai piantano le tende davanti alla prefettura. Senza intenzione alcuna di rompere le righe e, anzi, con l’obiettivo dichiarato di proclamare scioperi a raffica qualora non arrivassero «risposte adeguate» dal governo. E, fin ora, quelle arrivate non sembrano essere state giudicate all’altezza. Lo sciopero nazionale in tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva è in corso da lunedì 12 ottobre. L'agitazione era stata inizialmente proclamata dai sindacati (Fim, Fiom, Uilm e Usb) per una durata di 24 ore, ma la protesta si è trasformata in uno sciopero a oltranza. Nella giornata del 13 ottobre, le sigle sindacali hanno infatti indetto ulteriori 48 ore di stop a causa delle mancate risposte ritenute soddisfacenti da parte del governo, estendendo i blocchi, i cortei e i presidi a oltranza sia a Taranto che a Genova. La prima risposta dell’esecutivo è contenuta in un decreto approvato dal Consiglio dei ministri, martedì 13 ottobre, che rafforza la cassa integrazione fino al 30 giugno 2027, mantiene gli impianti dell’area a caldo in preriscaldo e la promessa di nuove misure per attrarre investimenti e ricollocare i lavoratori. La seconda risposta – che ha generato una spaccatura nell’Aula del Senato – è arrivata direttamente dalla premier, Giorgia Meloni, mentre replicava a Palazzo Madama in vista del Consiglio europeo. La premier ha definito «drammatica» la situazione ereditata dal governo al momento del suo insediamento. «Non era stato risolto il problema, ce lo siamo caricati noi», ha detto, rivendicandola decisione di estromettere il precedente socio di maggioranza,ArcelorMittal, e il lavoro per il rilancio della «più importante acciaieria d’Europa». Il commento di Domenico Palmiotti, Il Sole 24 Ore Taranto.
Inflazione Usa sale al 3,7% a settembre su base annua, sopra le stime. Che fa la Fed?
A settembre l’inflazione negli Stati Uniti ha accelerato il passo. L’indice dei prezzi al consumo (Cpi) è cresciuto, su base annuale, del 3,7%, dopo il 3,4% del mese precedente, contro il 3,6% delle stime. Su base mensile, registrato un rialzo dello 0,6%, in linea con le attese. I dati “core”, esclusi quindi energia e generi alimentari, sono cresciuti dello 0,3% (contro lo 0,2% delle attese) e del 2,6% annuale (contro il 2,5% del consensus), dopo il 2,4% del mese precedente. L’indice dei prezzi dell’energia è cresciuto del 5,2%, per un rialzo annuale del 20,4%. L’indice dei prezzi degli alimenti è rimasto stabile a settembre ed è cresciuto del 2,5% in un anno. I future a Wall Street sono passati in negativo. I future legati allo S&P 500 perdono lo 0,2%, i future sul Nasdaq-100 cedono lo 0,5%. I future sul Dow Jones Industrial Average sono in calo dello 0,1%. Dopo la pubblicazione del rapporto sui prezzi al consumo, sono aumentati i rendimenti dei titoli del Tesoro, che la scorsa settimana hanno toccato massimi pluriennali. La settimana scorsa dati del lavoro molto sotto le stime. L'economia americana ha creato a settembre 29.000 posti di lavoro contro le 90.000 unità attese dagli analisti. La disoccupazione, inoltre, sale a sorpresa dal 4,1% al 4,2%.Oltre alla debolezza registrata a settembre, il dato sull'occupazione di agosto è stato rivisto al ribasso, indicando un rialzo di 133.000 unità (da oltre 160.000) , mentre per luglio si è passati da un aumento a una contrazione, con un calo di 10.000 posti di lavoro. Nel complesso, le revisioni hanno evidenziato 60.000 posti di lavoro in meno rispetto a quanto precedentemente comunicato. La maggior parte dei nuovi posti di lavoro creati è legata al settore sanitario (+17.000 unità). Ne parliamo con Franco Bruni, professore emerito del dipartimento di Economia dell’Università Bocconi, dirige l'Osservatorio Europa e Governance Globale dell'ISPI.
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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.
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